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Quanto zucchero fa male ai bambini? Guida pratica per i genitori
Per i denti dei bambini la frequenza con cui arriva lo zucchero pesa più della quantità totale assunta in un giorno. Un bambino che passa tutto il pomeriggio a sorseggiare una bibita zuccherata espone i denti a un rischio maggiore rispetto a chi mangia una fetta di torta a fine pasto e poi si lava i denti.
Quanto zucchero possono mangiare i bambini
L'Organizzazione Mondiale della Sanità fissa un tetto preciso per gli zuccheri liberi, ovvero quelli aggiunti a cibi e bevande durante la produzione o la preparazione, oltre a quelli naturalmente presenti in miele, sciroppi e succhi di frutta. La raccomandazione è di mantenere il consumo al di sotto del 10% delle calorie totali giornaliere. Scendere sotto il 5% permette invece di ottenere benefici ancora maggiori, in particolare per la salute dei denti.
Per un bambino con un fabbisogno calorico medio, il 5% corrisponde a circa 25 grammi di zucchero al giorno (più o meno 6 cucchiaini da tè). Il numero sembra facile da tenere sotto controllo, ma buona parte dello zucchero che i bambini assumono resta nascosta in alimenti che nessun genitore associa ai dolci: yogurt alla frutta, snack salati, sughi pronti, cereali per la colazione. Per questo è utile imparare a leggere le etichette e controllare la voce "zuccheri" nella tabella nutrizionale. Il gusto, infatti, non sempre permette di capire quanto zucchero sia realmente presente in un alimento; una sola bibita zuccherata, per esempio, può già arrivare a contenere una quantità di zuccheri molto vicina, o addirittura superiore, a quella consigliata per l'intera giornata.
Guardare solo i grammi che finiscono nel piatto in un giorno racconta però solo una parte della storia. Conta anche il momento in cui lo zucchero arriva sui denti da latte, e quante volte si ripete nell'arco della giornata.
Perché la frequenza pesa più della quantità sui denti dei bambini
Ogni volta che un bambino mangia o beve qualcosa di dolce, i batteri della placca trasformano lo zucchero in acido nel giro di pochi minuti. Quell'acido resta attivo sui denti tra i 20 e i 40 minuti e in quel periodo lo smalto perde minerali invece di riformarli. La saliva impiega tempo per riportare l'ambiente della bocca verso la normalità.
Se lo zucchero arriva una sola volta, a fine pasto, i denti hanno diverse ore per recuperare prima del boccone successivo. Quando invece arriva a piccole dosi ripetute (un sorso di succo alle 10:00, una caramella alle 11:00, un biscotto alle 12:00...) ogni attacco acido si sovrappone al precedente e i denti restano sotto pressione quasi tutto il giorno.
Due bambini che mangiano la stessa quantità totale di zucchero in una settimana possono avere un rischio di carie molto diverso. Chi concentra i dolci in pochi momenti, magari nel weekend, e poi lava i denti, protegge lo smalto meglio di chi tiene sempre a portata di mano qualcosa di dolce da sgranocchiare.
Le abitudini quotidiane da correggere
Non serve eliminare ogni traccia di zucchero dalla dieta di un bambino per proteggere i suoi denti. Bastano alcuni aggiustamenti nelle abitudini quotidiane che moltiplicano il numero di volte in cui lo zucchero tocca lo smalto durante il giorno.
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Il biberon o il bicchiere della sera con latte dolcificato, succo o tisane zuccherate: durante il sonno la saliva scorre meno e l'acido resta a contatto con i denti più a lungo. Per l'ultima poppata o per il bicchiere della buonanotte meglio passare all’acqua.
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Il succo di frutta sorseggiato per tutto il pomeriggio: un bicchiere bevuto in 5 minuti pesa meno di mezzo bicchiere trascinato per ore davanti ai cartoni. Anche in questo caso, quindi, conviene preferire l'acqua e riservare le bevande zuccherate ai pasti.
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Gli snack dolci usati come premio ricorrente: una caramella ogni volta che il bambino si comporta bene può sembrare un piccolo gesto, ma se l'abitudine si ripete più volte al giorno aumenta il numero di episodi in cui i denti vengono esposti agli zuccheri. Meglio riservare il dolce a un momento fisso della giornata, per esempio dopo pranzo, e puntare su altre forme di gratificazione.
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La merenda consumata poco alla volta per tutto il pomeriggio: biscotti presi un po' alla volta tra un gioco e l'altro tengono i denti sotto attacco quasi ininterrottamente. Concentrare la merenda in un unico momento, seguito dallo spazzolino o da un sciacquo, aiuta più che ridurne solo la quantità.
Una festa di compleanno o una domenica con i nonni restano occasioni per godersi un dolce senza pensieri: succedono poche volte al mese e non cambiano le abitudini di fondo. Il vero terreno di lavoro sono i piccoli rituali quotidiani, quelli che passano inosservati.
Un equilibrio possibile per la salute dei denti
Per la salute dei denti dei bambini contano sia la quantità sia la frequenza dello zucchero, ma è la seconda a fare più spesso la differenza. Raggruppare i dolci in pochi momenti della giornata riduce il numero di attacchi acidi senza rinunce impossibili.
A queste abitudini va però affiancata una corretta igiene orale e un controllo periodico dal dentista, già nei primi anni di vita. Le visite permettono infatti di seguire lo sviluppo dei denti e di individuare tempestivamente eventuali problemi.
Presso Polimedicalaser, il servizio di odontoiatria pediatrica accompagna i bambini nella cura e nella prevenzione della salute orale, in un ambiente pensato per rendere la visita dal dentista più serena e adatta ai più piccoli. Per fissare una visita puoi chiamare lo studio ai numeri +39 039 2022801 o +39 338 3230690, oppure compilare il form per richiedere una visita.
Domande frequenti
Quanto zucchero possono mangiare i bambini ogni giorno?
L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di restare sotto il 10% delle calorie giornaliere da zuccheri liberi, con un margine più sicuro sotto il 5%. Per un bambino tra i 7 e i 10 anni questo equivale a circa 25 grammi al giorno, più o meno sei cucchiaini da tè. Il numero conta comunque meno di come viene distribuito nella giornata: per i denti dei bambini un dolce a fine pasto pesa meno di piccole dosi di zucchero ripetute tra un'attività e l'altra. Vale la pena controllare anche le etichette di yogurt, snack salati e cereali, dove lo zucchero si nasconde spesso senza che il sapore lo lasci intuire.
Il miele fa meno male ai denti rispetto allo zucchero bianco?
No, dal punto di vista dei denti dei bambini il miele si comporta come qualsiasi altro zucchero libero. Contiene fruttosio e glucosio che i batteri della placca trasformano comunque in acido, e la sua consistenza densa lo fa aderire allo smalto più a lungo di una bevanda zuccherata. L'idea che sia "naturale" e quindi meno rischioso per i denti da latte resta un equivoco comune tra i genitori. Vale la stessa regola generale valida per ogni dolcificante: meglio offrirlo raramente, a fine pasto, piuttosto che spalmarlo su fette biscottate mangiate a piccoli morsi durante tutta la colazione.
Quanto tempo bisogna aspettare prima di lavare i denti dopo un dolce?
Dopo un dolce va bene lavare i denti da subito, a differenza di quanto succede con cibi molto acidi come agrumi o bibite gassate, dopo i quali conviene aspettare circa trenta minuti perché lo smalto, temporaneamente più morbido, non venga danneggiato dallo spazzolino. Se lavare i denti non è possibile, uno sciacquo con acqua aiuta comunque a diluire lo zucchero rimasto in bocca. L'abitudine più utile resta quella di ridurre il numero di volte in cui lo zucchero arriva sui denti durante la giornata, più che rincorrere il momento perfetto per lo spazzolino.
Il succo di frutta fa male ai denti?
Per i denti dei bambini, un succo di frutta (anche al 100%) viene considerato zucchero libero al pari di una bibita gassata, perché la spremitura rompe le fibre della frutta e libera gli zuccheri che restano poi a contatto con lo smalto. La frutta intera, al contrario, non rientra tra gli zuccheri da limitare, perché la masticazione stimola la saliva e le fibre rallentano l'assorbimento. Meglio quindi offrire un frutto fresco fuori pasto, e riservare il succo, quando piace, a un bicchiere piccolo durante un pasto principale.
Riferimenti
https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/healthy-diet

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