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Mobilità dentale: perché ho denti che si muovono?

Un dente sano ha una minima mobilità fisiologica, perché il legamento che lo collega all'osso funziona come un piccolo ammortizzatore. Quando però ti accorgi di avere denti che si muovono sotto la pressione della lingua o mentre mastichi, il tessuto di sostegno sta segnalando un problema da far valutare presto. Le cause hanno un nome preciso e molte si possono curare, se individuate per tempo. 

 

Denti che si muovono: colpa della parodontite o di un ascesso? 

Negli adulti la causa più frequente della mobilità è la parodontite (anche nota come piorrea), un'infezione cronica dei tessuti che sostengono il dente, ovvero gengiva, legamento e osso. 

Tutto comincia con la placca batterica, la patina chiara che si deposita ogni giorno sullo smalto. Spazzolino e filo la tengono sotto controllo, ma nel caso in cui l'igiene sia insufficiente si accumula lungo il bordo della gengiva e tra i denti. In quei punti la gengiva si infiamma e compare la gengivite. Col tempo l'infiammazione scende in profondità e apre tra dente e gengiva delle tasche parodontali, piccoli spazi in cui i batteri trovano riparo. Lì l'organismo reagisce all'infezione e riassorbe un po' alla volta l'osso alveolare, cioè l'osso che avvolge la radice. Con meno osso intorno, il dente perde stabilità e comincia a oscillare. 

La malattia avanza spesso senza dolore, perciò molte persone se ne accorgono tardi. Alcuni segnali, però, compaiono già nelle fasi iniziali: le gengive sanguinano quando ti lavi i denti, appaiono gonfie o arrossate e con il tempo si ritirano, tanto che i denti sembrano più lunghi. Spesso si aggiunge l'alitosi, un alito cattivo persistente che il collutorio non risolve. Possono aprirsi anche nuovi spazi tra i denti. 

Quando invece la mobilità arriva all'improvviso, nel giro di pochi giorni, il sospetto cade sull'ascesso, una raccolta di pus provocata da un'infezione batterica. L'ascesso dentale parte dalla polpa, la parte interna del dente che contiene nervi e vasi, di solito dopo una carie profonda o una frattura. Nell'ascesso parodontale, invece, l'infezione nasce in una tasca gengivale già infiammata. In entrambi i casi il pus preme sui tessuti e allenta il dente. Il quadro tipico comprende dolore pulsante, gonfiore della gengiva o della guancia e la sensazione che il dente sia «più alto» quando chiudi la bocca. Eliminata l'infezione, il dente può ritrovare in parte la sua stabilità, ma la cura spetta al dentista, che stabilisce come drenare il pus e trattare la causa. 

 

Denti mobili per bruxismo, traumi o gravidanza 

La mobilità può comparire anche con gengive sane. Il legamento che tiene il dente nell'alveolo, la cavità dell'osso in cui è inserito, sopporta senza fatica le forze della masticazione. I denti si muovono quando quelle forze diventano eccessive o quando i tessuti intorno si indeboliscono. 

Il sovraccarico più comune nasce dal bruxismo, l'abitudine di digrignare o serrare i denti senza accorgersene, spesso di notte. Durante gli episodi i muscoli scaricano sui denti forze ben superiori a quelle di un pasto e il legamento si allarga. Ne derivano denti mobili ma ancora sani, con altri indizi: superfici consumate, dolore alla mandibola o mal di testa al risveglio. Ridotta la pressione, per esempio con un bite notturno, cioè una placca in resina su misura, la mobilità tende a calare. 

Un colpo al viso o una caduta producono lo stesso danno in un istante: a volte il dente resta al suo posto ma dondola, altre volte appare spostato o inclinato. L'urto può lesionare anche la radice o il nervo, con effetti che emergono solo dopo settimane. Dopo un trauma lieve la mobilità spesso si attenua man mano che il legamento guarisce, ma serve sempre un controllo con radiografia. 

Chi porta un apparecchio ortodontico poi avverte spesso una leggera mobilità dentale. Il fenomeno è qualcosa di previsto, poiché l'osso si rimodella intorno alla radice per lasciar spostare il dente. A fine terapia, con l'uso della contenzione, la stabilità torna. 

Sull'altro versante ci sono condizioni che indeboliscono i tessuti di sostegno. In gravidanza, ad esempio, gli ormoni rendono le gengive più reattive alla placca: possono comparire gonfiore, sanguinamento e una lieve mobilità, che di solito si riduce dopo il parto. L'osteoporosi riduce invece la densità delle ossa, e alcune terapie che agiscono sul metabolismo osseo richiedono particolare cautela nelle cure dentali. A chi ne soffre conviene segnalarlo al dentista, in modo da coordinare il suo trattamento con quello del medico. 

 

Dente che si muove: cosa fare prima della visita dal dentista 

Quando hai uno o più denti che si muovono raramente la situazione si stabilizza da sola se la causa resta attiva. Nell'attesa della visita puoi però proteggerli con alcune semplici attenzioni: 

  • Lascia il dente a riposo; evita di spingerlo con la lingua o con le dita per controllare quanto si muove: ogni sollecitazione irrita ancora di più il legamento. 

  • Proteggi i denti a tavola; favorisci cibi morbidi, come minestre e verdure lessate, ed evita per qualche giorno frutta secca e crosta del pane. 

  • Lava i denti con delicatezza; usa uno spazzolino a setole morbide con movimenti leggeri, senza saltare la zona: la placca accumulata peggiorerebbe l'infiammazione. 

  • Sospendi il fumo; il tabacco riduce l'afflusso di sangue alle gengive e rallenta la guarigione. 

  • Prendi appunti; segna da quando hai notato la mobilità, quali denti coinvolge e se compaiono sanguinamento, dolore o cambiamenti nel modo in cui i denti combaciano. Aggiungi anche l'elenco dei farmaci che assumi. 

Alcuni segnali richiedono invece un appuntamento urgente, da chiedere in giornata: dolore forte o pulsante, gonfiore della gengiva o del viso, febbre, oppure un dente spostato dopo un colpo. Dopo un trauma, un intervento tempestivo aumenta le possibilità di salvare il dente. 

Se hai denti che si muovono e vuoi farli controllare, è possibile contattare il team di Polimedicalaser di Monza ai numeri +39 039 2022801 e +39 338 3230690, oppure compilare il modulo online per richiedere una visita. 

 

Domande frequenti 

 

Un dente che si muove può tornare stabile? 

Dipende dalla causa e da quanto sostegno resta intorno alla radice. Quando la mobilità nasce da un sovraccarico, come nel bruxismo, da un trauma lieve o da un ascesso, il dente spesso ritrova stabilità una volta eliminato il problema, perché il legamento guarisce. Con la parodontite il quadro cambia: l'osso perso di solito non si riforma da solo, ma le cure parodontali possono fermare l'infezione e conservare il dente a lungo. Una visita tempestiva aumenta quindi le possibilità di salvare i denti che si muovono. 

Un dente mobile può cadere da solo? 

Sì, se la causa resta attiva il dente può arrivare a staccarsi. Succede soprattutto nella parodontite avanzata, quando l'infezione ha distrutto buona parte dell'osso che avvolge la radice. Il processo però richiede tempo e di solito si annuncia con segnali precisi: gengive che sanguinano o si ritirano, spazi nuovi tra i denti, una mobilità che peggiora di settimana in settimana. Accorgersene presto lascia margine per intervenire. Davanti a denti mobili conviene prenotare un controllo, senza aspettare che il disturbo passi da solo. 

È normale avere i denti che si muovono durante la gravidanza? 

Una lieve mobilità in gravidanza è possibile. I cambiamenti ormonali rendono le gengive più sensibili alla placca: possono gonfiarsi, sanguinare durante lo spazzolamento e allentare un po' la presa sui denti. Spesso il fenomeno si attenua dopo il parto. Conviene comunque una visita, perché un'infiammazione trascurata può evolvere in parodontite. Igiene professionale e controlli si possono svolgere anche durante la gravidanza: basta informare il dentista, che pianificherà i trattamenti nel periodo più adatto. 

Collutori e rimedi naturali possono fermare la mobilità? 

No. Collutori, sciacqui con acqua e sale o prodotti naturali possono dare sollievo alle gengive irritate, ma non agiscono sulla causa della mobilità. Nella parodontite i batteri si annidano nelle tasche gengivali e sotto il tartaro, dove arrivano solo gli strumenti professionali. Affidarsi a rimedi casalinghi rischia di far perdere tempo prezioso, mentre l'osso continua a ridursi. A casa conviene mantenere un'igiene accurata e delicata, poi far valutare dal dentista i denti che si muovono. 

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