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Gengive che sanguinano: quando andare dal dentista
Le gengive che sanguinano sono uno dei disturbi più diffusi, e proprio per questo molte persone finiscono per considerarle normali. Il sanguinamento gengivale però è il modo in cui il tessuto segnala un’infiammazione, e le gengive sane, anche spazzolate con energia, di norma non sanguinano. Nella maggior parte dei casi la causa è locale e facile da correggere. In altri il sintomo dipende da cambiamenti ormonali, da farmaci o da condizioni generali, e in una parte dei pazienti indica una malattia già avanzata che coinvolge l’osso attorno ai denti.
Gengive che sanguinano quando lavi i denti
La causa più frequente del sanguinamento è la placca batterica, la pellicola morbida e appiccicosa che si forma ogni giorno sulla superficie dei denti. Quando si accumula lungo il bordo gengivale, i batteri che contiene liberano sostanze irritanti e la gengiva reagisce con un’infiammazione chiamata gengivite. Il tessuto diventa più rosso, gonfio, lucido, e i piccoli vasi sanguigni si fanno più fragili: basta così il passaggio delle setole o del filo per farli sanguinare.
Se la placca non viene rimossa, nel giro di pochi giorni si mineralizza grazie ai sali presenti nella saliva e si trasforma in tartaro. Il tartaro è duro, aderisce saldamente allo smalto e offre una superficie ruvida su cui i batteri si depositano ancora più facilmente. Nessuno spazzolino riesce a staccarlo: serve una sessione di pulizia professionale, eseguita con strumenti a ultrasuoni e curette manuali, in modo da arrivare anche nelle zone appena al di sotto della gengiva.
Esiste poi una causa meccanica, spesso sottovalutata. Uno spazzolino con setole dure, una pressione eccessiva o movimenti orizzontali ripetuti possono infatti ferire il margine gengivale anche in una bocca pulita; lo stesso vale per il filo interdentale fatto scattare con forza tra un dente e l’altro. In questi casi conviene passare a setole morbide, spazzolare con piccoli movimenti dalla gengiva verso il dente e far scivolare il filo con delicatezza.
La buona notizia, tuttavia, è che la gengivite è completamente reversibile. Con un’igiene domiciliare corretta e una seduta di pulizia professionale, le gengive tornano di norma sane in 1 o 2 settimane, e il sanguinamento scompare senza lasciare danni a denti e osso.
Sbalzi ormonali, farmaci e altre cause del sanguinamento gengivale
Durante le fasi della vita in cui i livelli degli ormoni sessuali cambiano, anche le gengive possono diventare più sensibili. Estrogeni e progesterone aumentano l’afflusso di sangue ai tessuti gengivali e ne modificano la risposta alla placca batterica. Di conseguenza, anche una quantità di batteri normalmente innocua può provocare gonfiore e sanguinamento. Per questo motivo, i disturbi gengivali sono più frequenti durante la pubertà, nei giorni che precedono le mestruazioni e nelle persone che assumono contraccettivi ormonali.
La gravidanza è uno dei periodi in cui il sanguinamento gengivale si manifesta più spesso. Già a partire dal secondo mese, molte donne notano gengive più arrossate, gonfie e sensibili: si tratta della cosiddetta gengivite gravidica. Nella maggior parte dei casi, l'infiammazione si attenua dopo il parto, ma è comunque importante tenerla sotto controllo. Una visita dal dentista e una seduta di igiene orale professionale, se indicate, sono sicure durante la gravidanza e aiutano a prevenire un peggioramento del problema. Anche in menopausa le gengive possono diventare più sottili, secche e soggette a irritazioni a causa della riduzione degli estrogeni.
Il sanguinamento può essere favorito anche da alcuni farmaci. Chi assume anticoagulanti o antiaggreganti, come l'acido acetilsalicilico, può notare che le gengive sanguinano più facilmente, anche in presenza di infiammazioni lievi. In questi casi, è importante continuare la terapia secondo le indicazioni del medico e informare il dentista, che potrà tenerne conto durante la visita.
Un'altra possibile causa è il diabete, soprattutto quando la glicemia non è ben controllata. La malattia può compromettere la risposta dei tessuti alle infezioni e favorire infiammazioni gengivali più intense. Più raramente, il sanguinamento può dipendere da carenze nutrizionali, in particolare di vitamina C, importante per la salute dei vasi sanguigni e del tessuto connettivo, o di vitamina K, che contribuisce alla normale coagulazione del sangue. Queste carenze sono poco comuni in chi segue un'alimentazione varia ed equilibrata, ma possono essere prese in considerazione quando il sanguinamento persiste nonostante una corretta igiene orale.
Quando le gengive che sanguinano segnalano una parodontite
Se la gengivite non viene curata, l’infiammazione può estendersi in profondità e coinvolgere i tessuti che tengono il dente ancorato all’osso. Nasce così la parodontite: la gengiva si stacca dalla radice e forma delle tasche, piccoli spazi dove i batteri proliferano lontano dallo spazzolino. Col tempo l’osso che sostiene il dente si riassorbe, e a differenza della gengivite il danno non si recupera da solo. Le terapie possono fermarne l’avanzamento e, in alcuni casi, ricostruire parte dei tessuti persi.
La parodontite procede spesso in modo silenzioso, senza dolore, e il sanguinamento resta a lungo l’unico segnale. C’è però un’eccezione da conoscere: nei fumatori la nicotina restringe i vasi sanguigni e le gengive sanguinano meno, anche quando la malattia è in corso. L’assenza di sangue, in chi fuma, non basta quindi a escludere un problema.
Oltre al sanguinamento, ci sono anche altri sintomi della parodontite che indicano che conviene richiedere una visita senza aspettare:
- gengive ritirate, con denti che sembrano più lunghi di prima
- denti che si muovono o cambiano posizione
- spazi nuovi tra un dente e l’altro, dove il cibo si ferma più spesso
- alito cattivo o sapore sgradevole in bocca che persistono nonostante l’igiene
- sensibilità al freddo vicino al colletto dei denti
- pus o fastidio quando mastichi
Davanti a uno o più di questi segnali, il dentista misura la profondità delle tasche con una sonda millimetrata e, se serve, richiede una radiografia per valutare l’osso. Il trattamento della parodontite viene poi scelto in base allo stadio della malattia, dalla pulizia profonda delle radici fino alle terapie più specifiche, e prosegue con controlli periodici per mantenere stabili i risultati.
Per una valutazione puoi contattare il team di Polimedicalaser di Monza ai numeri +39 039 2022801 e +39 338 3230690, oppure compilare il modulo online per richiedere una visita.
Domande frequenti
Devo smettere di lavarmi i denti se le gengive sanguinano?
Interrompere spazzolino e filo è la reazione più istintiva, ma finisce per peggiorare il problema: la placca si accumula e l’infiammazione cresce. Conviene invece continuare l’igiene quotidiana con uno spazzolino a setole morbide e movimenti delicati, dedicando più attenzione proprio alle zone che sanguinano. Nella gengivite il sanguinamento gengivale tende a ridursi già dopo alcuni giorni di pulizia costante. Se dopo due settimane le gengive che sanguinano non mostrano miglioramenti, prenota una visita per capire se ti serve una pulizia professionale o un controllo parodontale.
Perché le gengive sanguinano anche senza spazzolino, per esempio di notte?
Trovare tracce di sangue sul cuscino o nella saliva al risveglio indica di solito un’infiammazione gengivale più intensa della media, spesso aggravata dalla respirazione a bocca aperta, che secca le gengive durante il sonno. Le gengive che sanguinano spontaneamente, senza alcuno stimolo meccanico, meritano però una valutazione in tempi brevi. Oltre a una possibile parodontite, il dentista può sospettare un disturbo della coagulazione o un effetto collaterale di alcuni farmaci e, se lo ritiene opportuno, indirizzarti al medico di base per esami del sangue.
Lo stress può far sanguinare le gengive?
Lo stress prolungato incide sulla salute delle gengive in modo indiretto. Il cortisolo, l’ormone che l’organismo produce in queste fasi, riduce le difese immunitarie e rende i tessuti più vulnerabili ai batteri della placca. Nei periodi più pesanti, poi, molte persone trascurano l’igiene, fumano di più o digrignano i denti di notte, tutte abitudini che favoriscono l’infiammazione. Da solo lo stress raramente basta a spiegare le gengive che sanguinano, ma può accelerare un problema già presente e rendere più lenta la guarigione.
La parodontite si può curare?
La parodontite si può fermare e tenere sotto controllo, soprattutto quando viene diagnosticata presto. Il percorso parte quasi sempre da una terapia non chirurgica, con la pulizia profonda delle radici sotto la gengiva, e in alcuni casi prosegue con interventi mirati per ridurre le tasche o recuperare parte dei tessuti persi. L’osso già riassorbito difficilmente torna come prima, per questo conta molto intervenire ai primi segni di sanguinamento gengivale.


