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Quando mettere l'apparecchio ai denti dei bambini

Quando un bambino ha i denti storti, la domanda che quasi tutti i genitori si pongono è la stessa: a che età conviene valutare l'apparecchio dei denti? La risposta cambia da caso a caso, ma un punto di partenza esiste: la prima valutazione ortodontica si colloca in genere tra i 6 e i 7 anni, quando spuntano i primi denti permanenti. L'apparecchio, però, non arriva sempre a quell'età. Lo specialista spesso si limita a osservare la crescita e a fissare controlli periodici. In alcune situazioni conviene invece anticipare la valutazione. 

 

A che età fare la prima visita ortodontica? 

Il percorso dentale di un bambino comincia molto prima dell'apparecchio. Le linee guida del Ministero della Salute indicano che la prima visita odontoiatrica pediatrica dovrebbe avvenire tra i 18 e i 24 mesi, indipendentemente dalla presenza di problemi visibili. In questa fase il dentista osserva come stanno spuntando i denti da latte, chiede ai genitori quali abitudini alimentari segue il bambino e lo aiuta a familiarizzare con lo studio, senza interventi invasivi. È anche il momento delle prime indicazioni su spazzolino, dentifricio e igiene quotidiana, utili per prevenire la carie. 

Con l'ortodonzia il discorso cambia, perché la valutazione specifica arriva più avanti. Diversi specialisti concordano su una finestra tra i 6 e i 7 anni, età in cui spuntano i primi molari e incisivi permanenti e diventa possibile osservare come si sviluppa l'arcata dentaria, oltre al modo in cui crescono mascella e mandibola. Durante l'incontro l'ortodontista controlla anche come i denti da latte stanno cedendo il posto ai primi permanenti, un'osservazione che da sola non basta a decidere un trattamento ma che contribuisce a costruire un quadro completo nel tempo. Anche in questo caso la visita non porta automaticamente all'apparecchio dei denti. Spesso l'ortodontista si limita a fotografare la situazione attuale e a fissare un controllo a distanza di 6 o 12 mesi, per seguire l'evoluzione della crescita senza forzare tempistiche. 

Rimandare la valutazione ortodontica a dopo i 6 o 7 anni non comporta rischi particolari, purché il bambino continui a seguire le normali visite di controllo. La vera domanda, a questo punto della crescita, riguarda i segnali specifici da osservare, più che l'età esatta del primo appuntamento. 

 

Quali segnali indicano che conviene anticipare il controllo ortodontico? 

Alcuni campanelli d'allarme emergono ben prima dei 6 anni e meritano un controllo dedicato, anche quando i denti sembrano ancora in ordine. Vale la pena osservare il bambino nella vita di tutti i giorni, non solo quando tiene la bocca a riposo. È lì che compaiono gli indizi più utili. 

  • Respirazione orale: se il bambino tiene la bocca aperta durante il giorno o russa di notte, il flusso d'aria che dovrebbe passare dal naso viene meno. Il palato tende a restringersi e spinge i denti verso una posizione più affollata. 

  • Affollamento dentale: denti che spuntano ruotati, sovrapposti o molto ravvicinati segnalano spesso uno spazio insufficiente nell'arcata, un problema che tende ad aggravarsi a mano a mano che compaiono i denti permanenti successivi. 

  • Succhiamento del pollice o del ciuccio: se mantenuto oltre i quattro o cinque anni, spinge i denti anteriori in avanti e può alterare la forma del palato, con conseguenze simili a quelle della respirazione orale. 

Nessuno di questi segnali, da solo, indica in automatico la necessità di un apparecchio. Insieme, però, compongono un quadro che vale la pena far valutare da uno specialista, senza attendere la comparsa di denti visibilmente storti. Spesso è il pediatra, o il dentista di famiglia, a notarli per primo durante i controlli di routine, ed è lui, in caso di dubbio, a indirizzare verso una valutazione ortodontica mirata. Anche segnali più indiretti, come la difficoltà a masticare cibi solidi o un respiro rumoroso durante il sonno, possono aiutare i genitori a capire quando conviene anticipare l'appuntamento invece di aspettare. 

 

Apparecchio dei denti prima o dopo l'adolescenza: come si decide? 

Molti genitori temono che iniziare troppo presto porti a due trattamenti invece di uno: prima l'ortodonzia intercettiva, poi l'apparecchio vero e proprio in adolescenza. In alcuni casi accade davvero, ma il doppio passaggio non è un tempo perso. Il primo intervento non punta infatti ad allineare i denti definitivi, che devono ancora comparire, ma a correggere un problema di crescita ossea mentre le strutture del viso restano modellabili. 

L'ortodonzia intercettiva ha senso, per esempio: 

  • quando la mascella risulta troppo stretta rispetto alla mandibola 

  • quando la respirazione orale persiste da tempo 

  • quando manca spazio evidente per i denti permanenti in arrivo 

In questi casi un dispositivo semplice, spesso indossato solo alcune ore al giorno o durante la notte, può guidare la crescita delle ossa e ridurre la complessità del trattamento successivo, che in adolescenza si concentrerà solo sull'allineamento dei denti già presenti. 

Aspettare l'adolescenza resta invece la scelta più indicata quando i denti da latte sono ancora ben posizionati, la respirazione avviene correttamente dal naso e non emergono segnali di affollamento o di squilibrio tra le arcate. In questi casi basta un controllo periodico, senza alcun dispositivo, per seguire la crescita e intervenire una sola volta, quando tutti i denti permanenti sono presenti. 

La differenza tra le due strade non dipende dall'età del bambino, ma dal tipo di problema riscontrato durante la visita; per questo la valutazione dello specialista resta il punto di partenza più affidabile, prima di qualsiasi decisione sui tempi del trattamento. 

 

Prenota una prima valutazione 

Se hai notato uno di questi segnali in tuo figlio o in tua figlia, prenotare un primo controllo resta il modo più semplice per capire come muoverti, anche prima dei 6 anni. Il servizio di odontoiatria pediatrica di Polimedicalaser accoglie i bambini fin dalla prima infanzia, in uno spazio pensato per non spaventarli, e valuta caso per caso se e quando avviare un percorso ortodontico intercettivo.
Per fissare una visita puoi chiamare lo studio ai numeri +39 039 2022801 o +39 338 3230690, oppure compila il form sul sito.

 

 

Domande frequenti 

 

A che età si mette l'apparecchio ai denti nei bambini? 

Non esiste un'età uguale per tutti i bambini, ma un riferimento utile c'è: la prima valutazione ortodontica avviene in genere tra i 6 e i 7 anni, quando spuntano i primi denti permanenti. L'apparecchio dei denti, però, non arriva sempre subito dopo quella visita. Nella maggior parte dei casi lo specialista osserva la crescita per qualche mese, o anno, prima di stabilire se e quando intervenire. In presenza di segnali precoci, come respirazione orale o affollamento dentale, la valutazione può anticiparsi già verso i 4 o 5 anni. 

L'apparecchio dei denti fa male ai bambini? 

Nei primi giorni dopo l'applicazione è normale una sensazione di fastidio o di pressione sui denti, soprattutto durante la masticazione, ma non è un dolore vero e proprio. Il fastidio si riduce entro pochi giorni, quando la bocca si abitua al dispositivo. Con gli apparecchi mobili usati nell'ortodonzia intercettiva l'adattamento è spesso ancora più rapido, perché si indossano solo alcune ore al giorno. Se il fastidio persiste oltre la prima settimana, o compaiono irritazioni alle guance, conviene segnalarlo all'ortodontista al primo controllo. 

Con l'apparecchio il bambino può mangiare e parlare normalmente? 

Nei primi giorni può capitare che il bambino parli con una leggera esse o mastichi con più attenzione, ma si tratta di un adattamento temporaneo che si risolve da solo in poco tempo. Con l'apparecchio fisso conviene evitare cibi molto duri, appiccicosi o che si incastrano facilmente, come caramelle gommose o pane croccante, per non danneggiare i bracket. Gli apparecchi mobili, usati soprattutto nell'ortodonzia intercettiva, si tolgono per mangiare, quindi non incidono sulla masticazione. In entrambi i casi, dopo la prima fase di adattamento, il bambino torna a parlare e mangiare senza differenze evidenti. 

L'apparecchio aumenta il rischio di carie? 

L'apparecchio in sé non provoca carie, ma può renderne più difficile la prevenzione se l'igiene orale non viene curata con attenzione. Con l'apparecchio fisso, in particolare, cibo e placca si depositano più facilmente intorno a bracket e fili; diventa quindi utile spazzolare i denti dopo ogni pasto e usare scovolini specifici per raggiungere gli spazi più stretti. Con gli apparecchi mobili il rischio è più basso, perché il dispositivo si toglie durante l'igiene orale. In entrambi i casi i controlli periodici dal dentista aiutano a intercettare per tempo eventuali problemi. 

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