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Hai perso denti in un'arcata? Ecco le tue opzioni

denti persi in un'intera arcata finiscono per cambiare la vita di tutti i giorni, indipendentemente dalla causa della perdita. Mangiare, parlare e sorridere possono diventare più difficili e, quasi subito, nasce una domanda: quali sono le soluzioni disponibili e quanto tempo serve per tornare alla normalità? 

Alcune strade richiedono mesi prima di arrivare a una protesi fissa, altre invece permettono di lasciare lo studio con denti provvisori già in giornata. 

 

Denti persi in un'arcata: le tre soluzioni possibili 

Quando un'arcata perde dei denti naturali, la scelta ricade principalmente su tre percorsi, ciascuno con tempi e caratteristiche diverse. 

  • Protesi completa rimovibile: è la soluzione più economica e non richiede un intervento chirurgico. Si tratta della classica dentiera, che viene appoggiata sulla gengiva e rimossa ogni giorno per essere pulita. Permette di riprendere subito le normali attività, anche se nei primi tempi può essere più semplice preferire cibi morbidi, almeno fino a quando non si prende confidenza con la protesi. Con il passare del tempo, però, l'osso che prima sosteneva i denti può ridursi e la dentiera può diventare meno stabile.  

  • Impianti a carico differito: prevede l'inserimento chirurgico degli impianti nell'osso e un periodo di attesa, generalmente dai 3 ai 6 mesi, necessario affinché si integrino stabilmente con l'osso prima di applicare la protesi definitiva. Durante questa fase viene utilizzata una protesi provvisoria rimovibile, che può risultare meno stabile rispetto alla soluzione finale e richiedere maggiore attenzione nella scelta degli alimenti. 

  • Impianti a carico immediato: permette di avere una protesi fissa provvisoria già nella giornata dell'intervento, poche ore dopo l'inserimento degli impianti. Non è però una soluzione adatta a tutti; gli impianti devono raggiungere una stabilità primaria sufficiente, possibile quando sono presenti quantità e qualità dell'osso adeguate. Per capire se questa soluzione è adatta, il dentista valuta la situazione con una visita e gli esami radiografici necessari. 

Ognuna di queste strade porta a un risultato diverso in termini di tempo, comfort quotidiano e stabilità della masticazione. La scelta dipende dalla situazione ossea di partenza e dalle esigenze personali di chi la affronta. 

 

Come funzionano gli impianti a carico immediato 

Il carico immediato risulta possibile quando gli impianti raggiungono, al momento del posizionamento, una stabilità primaria sufficiente a sopportare i carichi esercitati dalla protesi provvisoria. Questa dipende dalla densità e dal volume dell'osso disponibile, dal numero di impianti inseriti e dalla loro distribuzione lungo l'arcata. Per questo motivo il dentista valuta ogni caso con una TAC dedicata prima di proporre questa strada, ed esclude la tecnica nel caso in cui l'osso residuo non offra garanzie sufficienti. Il numero di impianti richiesti per sostenere un'arcata completa varia in base alla situazione ossea e alla configurazione scelta, ma si aggira in genere tra i 4 e i 6 per l'intera arcata. 

Una volta verificata l'idoneità al trattamento, gli impianti vengono collegati tra loro mediante una struttura rigida, progettata per distribuire le forze della masticazione sui diversi impianti. Su di essa viene poi fissata la protesi provvisoria, realizzata su misura per l'arcata del paziente e pensata per restare in bocca durante i mesi successivi, mentre l'osso completa il processo di integrazione con il titanio. 

Il vantaggio principale del carico immediato riguarda ovviamente i tempi: al posto di una fase di alcuni mesi con una protesi removibile scomoda, il paziente porta fin da subito denti fissi, con benefici concreti sulla masticazione, sulla fonazione e sull'aspetto estetico del sorriso. C'è poi un secondo aspetto, meno evidente ma altrettanto rilevante: evitare interventi chirurgici ripetuti nel tempo, perché l'estrazione degli elementi compromessi e l'inserimento degli impianti avvengono nella stessa seduta, senza le fasi intermedie previste dal carico differito. 

Tra i servizi di implantologia offerti da Polimedicalaser rientra proprio il carico immediato, reso più rapido dalla presenza di un laboratorio odontotecnico interno: l'intervento, dalla rimozione dei denti compromessi alla consegna della protesi provvisoria, si conclude in genere nell'arco di circa 5-6 ore. 

 

Cura quotidiana e passaggio alla protesi definitiva 

Una volta terminato l'intervento, la fase più delicata riguarda la cura quotidiana della protesi provvisoria e il rispetto delle indicazioni ricevute dal dentista. Nelle prime settimane è generalmente consigliabile seguire un'alimentazione dalla consistenza morbida, evitando di sottoporre gli impianti a carichi eccessivi mentre l'osso completa il processo di integrazione. Anche l'igiene orale richiede particolare attenzione. La placca, infatti, può accumularsi anche sotto e intorno a una protesi fissa. Per questo possono essere necessari scovolini interdentali o altri strumenti specifici, scelti in base alla situazione del paziente e indicati dal dentista o dall'igienista. 

Il percorso prevede poi controlli periodici a distanza di settimane, utili a verificare lo stato della gengiva, la tenuta della protesi provvisoria e l'avanzamento dell'integrazione ossea attraverso esami radiografici mirati. Se durante questo periodo dovessero comparire mobilità di un elemento, gonfiore persistente o dolore fuori dal comune, è consigliabile contattare subito lo studio, invece di aspettare il controllo già programmato. 

Quando l'integrazione ossea risulta completa, in genere dopo alcuni mesi, la protesi provvisoria lascia spazio a quella definitiva, realizzata con materiali pensati per un utilizzo quotidiano di lunga durata e rifinita nei dettagli estetici e funzionali. Da quel momento la manutenzione richiesta si avvicina a quella di una dentatura naturale ben curata: igiene quotidiana accurata e visite di controllo con la stessa frequenza consigliata a chi non ha mai perso denti. 

Affrontare questo percorso con un piano chiaro fin dall'inizio, condiviso con il dentista durante la prima visita, aiuta a vivere con più serenità sia l'intervento sia i mesi di adattamento che lo seguono, fino al giorno in cui la protesi definitiva prende il posto di quella provvisoria. Per fissare una visita presso Polimedicalaser puoi chiamare lo studio ai numeri +39 039 2022801 o +39 338 3230690, oppure compilare il form per richiedere una visita. 

 

 

Domande frequenti 

 

Qual è la differenza tra carico differito e carico immediato? 

La differenza principale riguarda i tempi. Nel carico differito, dopo aver inserito gli impianti aspetti alcuni mesi, in genere tra tre e sei, perché l'osso si integri stabilmente con il titanio prima di ricevere la protesi definitiva. Con il carico immediato, invece, ricevi una protesi fissa provvisoria lo stesso giorno dell'intervento o entro poche ore, quando la stabilità primaria degli impianti lo permette. Entrambe le tecniche portano a un risultato fisso e stabile: cambiano soprattutto i tempi di attesa e le condizioni cliniche richieste per accedere a ciascuna soluzione. 

Chi può sottoporsi al carico immediato? Ci sono controindicazioni? 

Il carico immediato richiede una quantità e una qualità ossea sufficienti a garantire la stabilità primaria degli impianti fin dal momento del posizionamento: una condizione che il dentista verifica con una TAC dedicata. Alcuni fattori, come il fumo o alcune condizioni di salute non tenute sotto controllo, per esempio il diabete, possono ridurre le probabilità di successo e richiedono una valutazione più attenta. Non esiste un limite di età rigido: conta più lo stato di salute generale e la qualità dell'osso residuo che l'anagrafica del paziente. Solo una visita specialistica può confermare se sei un candidato adatto. 

Per quanto tempo va tenuta la protesi provvisoria? 

La protesi provvisoria resta in bocca per tutto il tempo che serve all'osso per completare l'integrazione con gli impianti, in genere alcuni mesi. Durante questo periodo il dentista effettua controlli periodici per verificare lo stato della gengiva e l'avanzamento dell'osteointegrazione attraverso esami radiografici mirati. Una volta confermata l'integrazione, la protesi provvisoria lascia spazio a quella definitiva, realizzata con materiali pensati per un uso quotidiano di lunga durata. I tempi esatti variano da persona a persona, in base alla velocità di guarigione individuale e al numero di impianti coinvolti. 

Quanti impianti servono per sostituire un'intera arcata? 

Il numero di impianti che servono per un'arcata completa varia in base alla situazione ossea e al progetto protesico concordato con il dentista, ma si aggira in genere tra i quattro e i sei per arcata. Configurazioni con un numero maggiore di impianti distribuiscono il carico masticatorio su più punti di appoggio, mentre soluzioni con un numero minore richiedono una struttura protesica pensata per garantire comunque stabilità e resistenza nel tempo. La scelta dipende dalla densità ossea, dalla forma dell'arcata e dalle abitudini masticatorie di ciascun paziente. 

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